Stello, di Frida la Loka

Poesia, (ITA-ESP)

Stello il cielo del mio respiro
nell’Impero celeste che danza
sopra le ciglia chiuse
Vortici d’anima mi scivolano dentro
in vertigini che sanno giocare a perdersi.

Un galleggiare leggero mi attraversa
in me, l’armonia fragile si tende
come venticello sulla seta.

Sei la gemma del desiderio
che pulsa sotto pelle
un canto che riverbera lontano.


Le metafore si rendono nude in danze segrete
corpi di pensiero si intrecciano
non chiedono permesso, sussurrano.

Tutto vibra, tutto gioca
si accosta, si ritrae, si offre.

Non serve la rima — c’è già il ritmo del tuo nome.

Fulgor, poema.

Estrello el cielo de mi aliento
en el Imperio celeste que danza
sobre los párpados cerrados.

Vórtices de alma se me deslizan dentro
en vértigos que saben jugar a perderse.

Un flotar ligero me atraviesa;
en mí, la armonía frágil se tensa
como brisa sobre la seda.

Eres la gema del deseo
que late bajo la piel,
un canto que reverbera a lo lejos.

Las metáforas se desnudan en danzas secretas,
cuerpos de pensamiento se entrelazan,
no piden permiso, susurran.

Todo vibra, todo juega,
se acerca, se retira, se entrega.

No hace falta la rima — ya está el ritmo de tu nombre.

Tua

24 luglio, 2025.

14 pensieri su “Stello, di Frida la Loka

  1. E’ una danza quella che descrivi. Una carezza silenziosa, eterea, che sfiora il sacro. Con le tue metafore spalanchi affacci su mondi interiori che non sono solo desideri vissuti, ma anche riverberi nel tempo.
    “Le metafore si rendono nude in danze segrete” mi ha molto colpito. Evocativa e viscerale, la sento anche mia. Il che è sempre molto positivo quando si leggono le poesie. Complimenti.
    RiV

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