I have a dream…

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Stanca di sognare… Ho trovato questo angolo di solitudine in mezzo a terre e oceani, tutti e due, traballanti, in mezzo a tutto ciò, siamo noi, esseri umani, nel bene oppure nel male.

Questo spazio mi consente di dare libero sfogo, o quasi, a miei pensieri, quelli che, non talvolta ma bensì quasi sempre, non materializzo per non ferire o creare disagio, addirittura offesa.

«I have a dream» come disse nel suo discorso Luther King Jr. il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington.

È quando avrò la necessità, felicità o qualsiasi altro tipo di sentimento che mi provochi l’impulso di scrivere due parole, mi troverete qui.

Demoni

Sono lì, riesco a vederli
anche camuffati d’ombre e sì,
Li sento, anche come il fiato sul mio collo. 
La pelle mi si raddrizza quando percepisco la loro presenza 
La schiena brulica,
Li vedo,  il acre odore è fatiscente.

Sudore freddo, cuore agitato 
Come la volpe e la sua preda,
Si nascondono dietro
ogni singolo raggio di sole.

Oramai, mi stanno addosso
Una seconda pelle mi avvolge.

Tua

12 ottobre, 2021.

Dedicati a Eugenio Montale

Poemi

Spesso il male di vivere ho incontrato:


Era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.

Forse fra i tanti, fra i milioni c'è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
che egli stesso non sappia il suo privilegio.

Chi l'ha saputo, se uno ne fu mai,
pagò il suo dono con balbuzie o peggio.
Non valeva la pena di trovarlo. Il suo nome
fu sempre impronunciabile per cause
non solo di fonetica. La scienza
ha ben altro da fare o da non fare.

Cambiare

Un giorno qualsiasi di weekend, avevo tempo e soprattutto energia, arrivava qualcuno e se ne accorgeva che avevo fatto un mutamento di mobili in determinata stanza, o verniciato un muro, sempre alla ricerca di trovare piacere e soddisfazione a lavoro compiuto, guardavo attorno ed ero veramente soddisfatta, talvolta non era suficiente e continuavo a spostare di qua e di là, finché arrivava quel pizzico di felicità.

Ho nutrito sempre la passione per le piante, anche ad esse dedicavo ore e ore e amavo vedere il prato tagliato, le aiuole a posto e qualche spuntatina a le chiome fuori posto. Trovavo felicità nelle cose semplici.

Oggi, beh, oggi mi consolo con guardare il verde delle colline e come cambiano facciata secondo la stagione. I campi rigogliosi di vite già spogli dei frutti maturi che, ci daranno un buon vino.

Le mie piante ora sono per la maggior del tipo grasse, quasi zero attenzioni o abituate ormai a mani fragili, quindi potrei sopranominarle partigiane.

E i mobili sono lì, sempre lì, la fantasia mi dice che sarebbe bello se modificasse il loro posto ma anche loro si sono adattati e restano fermi senza fare una piega.

Per quello oggi, giornata particolarmente ansiosa, stressante, mi sono dedicata a cambiare faccia al blog, ogni volta ne combino una, almeno mi sono divertita un pò a pasticciare.

Tua.

10 ottobre, 2021.

L’incontro di due anime — Non SIAMO soli

Accade che due anime si incontrino e si riconoscano parte della stessa anima. Si incontrano senza saperlo e si contemplano come stelle del firmamento. Si muovono e danzano armonicamente nella stessa sfera gravitazionale… attratte dalle loro menti… dai loro pensieri… dalla loro antica saggezza.

L’incontro di due anime — Non SIAMO soli

Kahlo, la voglia di vivere oggi e per sempre.

“Il tram schiacciò l’autobus contro l’angolo della via. Fu un urto strano: non fu violento, ma sordo, e tutti ne uscirono malconci. Io più degli altri”.

Per anni a letto nella sua stanza, col  busto ingessato.

Da questo momento in poi, Frida farà della sua immobilità un’opportunità. Questa condizione la spinse a oltre che a leggere libri sul movimento comunista, a praticare quella che diventerà la sua ragione d’essere: dipingere.

“La colonna spezzata”, 1944.

Tua.

30 settembre, 2021.

LE SFUMATURE DELL’ANIMA

Mi sono guardata allo specchio e ho scoperto di avere molte rughe, intorno agli occhi, alla bocca, sulla fronte.
Ho le rughe perché ho avuto amici, e abbiamo riso, abbiamo riso tanto, fino alle lacrime.
E ho conosciuto l’amore, che mi ha fatto strizzare gli occhi di gioia.
Ho le rughe perché ho avuto dei figli, e mi sono preoccupata per loro fin dal concepimento, e ho sorriso a ogni loro nuova scoperta e ho passato notti a cullarli.
E poi ho pianto.
Ho pianto per le persone che ho amato e che sono andate via, per poco tempo o per sempre oppure senza sapere il perché.
Ho vegliato, trascorso ore insonni per progetti andati bene, andati male, mai partiti, per la febbre dei bambini, per leggere un libro o fare l’amore.
Ho visto posti splendidi, nuovi, che mi hanno fatto aprire la bocca stupita, e rivisto i posti vecchi, antichi, che mi hanno fatto commuovere.
Dentro a ogni solco sul mio viso, sul mio corpo, si nasconde la mia storia, le emozioni che ho vissuto, la mia bellezza più intima e se cancellassi questo, cancellerei me stessa.
Ogni ruga è un aneddoto della mia vita, un battito del mio cuore, è l’album fotografico dei miei ricordi più importanti.

*Marinella  Canu* 

26 settembre, 2021.

Tua.

Silenzio

Mi trovo in una stanza, davanti, due persone dell’ apparenza cordiali e gradevoli.

Ci sediamo in torno ad un tavolino rotondo, per parlare di cose specifiche, non tanto piccolo, sufficiente per permettere di metterci a nostro agio, una finestra sulla destra che consente di far passare un pò di luce mattutina di aria autunnale, su di noi una tenue luce d’un lampadario non proprio particolare, ma quello che lo valorizava era la sua dimensione in confronto a questa stanzetta.

La conversazione inizia con i punti da trattare specificamente e non ricordo in che momento o quanti minuti siano trascorsi nel frattempo…

Ero persa….cercando di afferrare disperatamente nell’aria qualche parola, ogni tanto riuscivo a pigliare addirittura una frase; corta però.

Il tempo trascorse; non so neanche in che modo dopo concluso il nostro incontro, ci siamo trovati fuori al cancello con la mia testa che brulicava di suoni e di rumori. Era successo ancora una volta.

Delle due ore e passa, mi era rimasta chiara soltanto una cosa, non sono stata in grado di uscire con un concetto chiaro…

Ci prendiamo un caffè vicino allo studio e torniamo in fretta, quindi non ebbi il tempo di assimilare quello accaduto.

Ora, riesco ad avere le idee più chiare e purtroppo, come mi disse tanto tempo fa una psicologa: – deve lavorare sull’accettazione ed io ancora oggi, non accetto.

Tua.

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22 settembre, 2021.