Silenzio

Mi trovo in una stanza, davanti, due persone dell’ apparenza cordiali e gradevoli.

Ci sediamo in torno ad un tavolino rotondo, per parlare di cose specifiche, non tanto piccolo, sufficiente per permettere di metterci a nostro agio, una finestra sulla destra che consente di far passare un pò di luce mattutina di aria autunnale, su di noi una tenue luce d’un lampadario non proprio particolare, ma quello che lo valorizava era la sua dimensione in confronto a questa stanzetta.

La conversazione inizia con i punti da trattare specificamente e non ricordo in che momento o quanti minuti siano trascorsi nel frattempo…

Ero persa….cercando di afferrare disperatamente nell’aria qualche parola, ogni tanto riuscivo a pigliare addirittura una frase; corta però.

Il tempo trascorse; non so neanche in che modo dopo concluso il nostro incontro, ci siamo trovati fuori al cancello con la mia testa che brulicava di suoni e di rumori. Era successo ancora una volta.

Delle due ore e passa, mi era rimasta chiara soltanto una cosa, non sono stata in grado di uscire con un concetto chiaro…

Ci prendiamo un caffè vicino allo studio e torniamo in fretta, quindi non ebbi il tempo di assimilare quello accaduto.

Ora, riesco ad avere le idee più chiare e purtroppo, come mi disse tanto tempo fa una psicologa: – deve lavorare sull’accettazione ed io ancora oggi, non accetto.

Tua.

Photo by cottonbro on Pexels.com

22 settembre, 2021.

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