E bene sì, è russo e allora?!..

Il buongiorno si vede dal mattino,  riferisce qualcuno. E sembra aderire alla idea anche il buon re Sole. Spero faccia compagnia in giornata di camminata tra mostra, vicoli e possibii gocce.

Mio figlio, alzatosi, con un’occhiata mi ha fulminato, poi rassegnato destò la testa. Si parte!!

Tua.

28 maggio 2022.

Paradosso

Finalmente caldo si fa sentire, fiori splodono, cielo minaccia, il blu del mare urla, come fosse ultima volta.

Bambini carichi al pensiero di scuola finita. Parchi giochi fremono, le mamme un pò meno.

Grigliate cui, pranzetto là, apericena dove capita evviva!

Sembrerebbe essere tornati alla vita di sempre, infatti… di sempre.

Ritornando dalla Argentina, mi sentivo con la carica giusta, affaticata, però carica. Dopo due settimane, il tempo di fare l’inventario delle piante che hanno muttato pelle, perché non sopravvisero alla mia assenza, quindi razzia e piazza pulita, restò praticamente il vuoto… bilancio vegetale, rosso.

E lì, mi soffermo, al – tornare alla vita di sempre -. Ma questa volta non la prendo come cosa normale. Perché? Poi, ho capito che per me tornare ad una vita -normale- e uguale alla parola -rutina- , a me tanto antipatica, mi manda letteralmente in bestia. Secondo bilancio, rosso.

Come se fosse poco in questa -normalità- va condita con appuntamento dallo specialista, appuntamento dal fisio e altre erbe, che sinceramente desidererei di cuore, non esistesse questa -normalità- Terzo bilancio rosso.

Infine quando la tua parola perde peso, perde valore, sostanza, soprattutto considerazione, perdi il rispetto altrui, al punto di sentirti diminuita o credere addirittura che effettivamente, ha ragione! Mi sento persona scarsa e diminuita. Subentra una crisi esistenziale che neanche lo psicologo più erudito in materia riuscirebbe a capire dove iniziare. Quarto bilancio rosso.

E quinto e ultimo bilancio rosso, pure la parola Paradosso del titolo è troppo piccola per definire come mi sento in questo periodo, scrivo poco, leggo un pò di più, faccio la sigaretta quando mi metto a pensare e penso molto spesso in questi giorni e mi consolo con il mio compagno rosso, che non mi fa sentire diminuita, anzi! Giurerei che più d’una volta mi parla e mi tira su.

Tua.

23 maggio, 2022.

Neanche essa

Ebbene sì, non ho avuto l’agognato piacere aspettato con l’ansia di sentirmi stupita.

D’altronde, resta pur sempre lei, cerchio quasi perfetto, senza fine.

Questa volta sono stati altri occhi ad osservarla, ad esaminarla da chi guarda ma ben pensando altro, mentre le pupile fisse in quel bianco incandescente nel onnisciente buio, brucciava, creando contrasti.

Di una sola cosa sono certa, tornai quando bambina, sdraiata sul prato illuminato dal chiarore del disco bianco e fissavo le figure all’interno verso il grigiastro fino ad anneviare la mia vista.

Adesso, posso dire che non ha fatto lo stesso effetto, sarà che della bambina non c’è più traccia, oppure che i pensieri odierni sono tanti, che non mi consentono di sognare ad occhi aperti.

Tua.

18 maggio, 2022.

Perigeo

Buongiorno,  lo si dice spesso al mattino,  ma, non sempre lo è.
Le rose in fior di svariati colori mi parlano di una buona giornata,  mi scrutano, fisse alle loro radici, soltanto la brezza calda le fa danzare dolcemente.
Aspetto con ansia il passare delle ore, finché il buio arrivi. Oggi con sé porta quella figura che brilla e acceca, coperta in lino bianco purissimo.
La sua presenza, tranquilliza le fiere, mistico spirito avvolge, penso a lei.
La tua luce scalda il mio cuore
Sarà una giornata quasi perfetta.

Tua.
16.05.2022.


Scombussolato mobilio.

Armadi confusi, cassonetti pure. Strano mix di lana, seta e cottone. Pragmaticamente a questo tempo sarebbero stati tutti i capi ognuno nel suo posto.

Ancora oggi, ho un futon pieno di vestiti pronti ad essere archiviati fino a nuovo inverno…

Il quesito è, quando? Pure sull’energia c’è tanta confusione, carbone, nucleare, eolica. Ma dovete decidere in fretta Signori miei, perché i panni non si asciugano a furia di soffio, nemmeno ci scaldiamo fregando in fretta e furia il bastoncino in legno nella paglia… oppure stiamo andando verso quella strada; stiamo regredendo…

Nel mentre, sospesi in incerto tempo, restano lì ad aspettare.

Tua.

07 maggio, 2022.

A rottoli

Quando ti svegli, apri gli occhi e volti lo sguardo verso la finestra sperando il miracolo, non solo di accontentarti di vedere la luce ma bensì desiderando con veemenza vorace di farti trafiggere con la lama affilata d’un soave raggio di sole. Infine non si chiede tanto.
Ipocritamente vedi in lontananza la sfumatura di una ristagna nebbia, dietro a lei, la colina immobile come mai, noiosa, spenta.


Più in qua, c’è ne di più ancora, alberi già germogliati a metà, fiori aperte a metà, tagliati d’un impalpabile e sferzante vento.
Dopo la rutina quotidiana, cerco di buttare giù qualche parola, motivi non mancano e penso, come sarebbe stato bello farlo fuori sul tavolino, con una sigaretta e un buon caffè, ascoltando le rondini che fanno un chiasso immenso, ma fanno compagnia comunque.


Invece mi son trovata dentro, davanti alla scrivania, caffè in mano, senza sigaretta, guardando una ostinata pioggia e senza più ricordare quello che volevo scrivere.
Forse mi prendo un registratore vocale…

Tua.
6 maggio, 2022.

CORTÁZAR

Cortázar è stato un grande scrittore argentino nei generi del fantastico, del mistero e della metafisica.
Stimato da Borges, spesso paragonato a Cechov o Edgar Allan Poe.
Nasce il 26 agosto 1914 a Bruxelles, da genitori argentini.

I suoi racconti hanno la particolare caratteristica di non seguire sempre una linearità temporale; i suoi personaggi inoltre esprimono spesso un’analisi psicologica profonda.

Scrive il suo primo romanzo alla tenera età di nove anni. Il giovane Cortázar legge di nascosto le opere di Edgar Allan Poe e inizia a suonare il piano; aggiungerà più tardi lo studio della tromba e del sax, appassionandosi col tempo alla musica jazz.

Del web

 Nel 1938 scrive “Presencia”   prima raccolta di poesie, con lo pseudonimo di Julio Denis. Nei primi anni ’40 pubblica articoli critici e saggi su vari autori come Rimbaud o Keats.

Dopo qualche esperienza come traduttore, dal 1952 inizia a lavorare come traduttore indipendente per l’Unesco. Sposa Aurora Bernandez nel 1953; inizia poi a tradurre tutti i racconti e gran parte dei saggi di Edgar Allan Poe.

La sua vita passata tra Francia e Argentina trova frutti maturi nel suo capolavoro “Rayuela, il gioco del mondo“, antiromanzo (il titolo avrebbe originariamente dovuto essere “Mandala”) in cui l’esperienza parigina e argentina si affiancano in un puzzle in cui appaiono l’una l’esatto complementare dell’altra. Il libro è composto da oltre 300 paragrafi che devono essere letti nell’ordine specificato dall’autore all’inizio del romanzo, oppure in ordine di comparizione.

Questa scelta soggettiva laciata al lettore segna il punto di maggior originalità del romanzo. Al di là di questa caratteristica l’opera narra di momenti di vita quotidiana intrecciati e caratterizzati da un’analisi filosofica della vita.

Julio Cortázar si spegne a Parigi il 12 febbraio 1984.

E’ sepolto nel Cimitero di Montparnasse.

Tra le sue opere ricordiamo:

– Presenza (poesie, 1938)
– I re (dramma sul tema del minotauro) (1949)
– Bestiario (1951)
– Le armi segrete (1959)
– Historia de cronopios y de famas (1962)
– Rayuela, il gioco del mondo (1963)
– Il giro del giorno in ottanta mondi (1967)
– Il persecutore (1967)
– 62, modello per amare (1968)
– Libro di Manuel (1973)
– Ottaedro (1974)
– Fantomas contro i vampiri multinazionali (fumetto, 1975)
– Amiamo tanto Glenda (1980)
– L’esame (romanzo pubblicato postumo nel 1986)
– Divertimento (romanzo pubblicato postumo nel 1986)

Tua.
5 aprile, 2022.

Attraverso la lente di Nickolas Muray

Ho fatto un salto alla mostra di Stupinigi a fine marzo.

La mia, non è in nessun modo una recensione, visto che ero consapevole di cosa avrei trovato, oltre al materiale fotografico, sono rimasta veramente a dir poco delusa dell’allestimento e credo che anche te Frida, non l’avresti presso molto bene. Sarai d’accordo con me, visto che i latinoamericani amiamo i colori e te particolarmente ti piaceva valorizzarli al massimo, faccendo esaltare al massimo i colori predominanti del Messico al quale tanto amasti.

Nickolas Muray: L’incontro tra i due avvenne quasi per caso grazie all’artista messicano Miguel Covarrubias: quest’ultimo era giunto nel 1923 a New York con una borsa di studio di sei mesi offerta dal governo del Messico e, poco dopo, cominciò a lavorare per Vanity Fair. Muray e Covarrubias diventarono presto amici. Nel 1931 il fotografo trascorse una vacanza in Messico con Covarrubias e sua moglie Rosa e, poiché l’amico era stato uno studente di Diego Rivera, fu inevitabile l’incontro tra Frida Kahlo e Nickolas Muray.

Dopo il loro primo incontro, Frida scrisse un biglietto d’amore a Muray e iniziarono una storia d’amore che durò per dieci anni, ma la loro amicizia durò fino alla sua morte nel 1954. Nel corso della loro relazione, dal 1937 al 1946, il fotografo la immortalò nei suoi scatti che presentano una prospettiva unica di Frida; inoltre sono significativi per la qualità di Muray come ritrattista e come maestro della fotografia a colori, campo pionieristico in quegli anni. In queste immagini si evidenzia anche il profondo interesse dell’artista messicana per la sua cultura, la sua vita e le persone a lei legate. 

Tua.

Ecco giornata primaverile

Non c’è. Ti cerco e non ti trovo, le mie gambe sono deboli per solcarti. L’aria fresca ancora non sa a te, piuttosto un autunno che non vuol andare via.

Lo sguardo si perde nel nulla, gente cammina freneticamente, le macchine corrono; io no, non posso. Ferma sotto un albero di fronte al ospedale, non è un granché.

Se ti facesti viva almeno goderei della tua compagnia, invece no, non ne vuoi sapere, restia sei.

Tua.

29 aprile, 2022.

By tenor

Avrei tanto da sprimere…

Purtroppo mi manca il tempo, che a volte mi avanza. Ho bisogno di pensare, di riflettere, fare il punto della situazione.

Del viaggio in Argentina, mi frullano ancora nella mente, tanti fotogrami, cento, mille! Alcuni che lasciano perplessa, altri bellissimi da dipingere e altri che ti aprono gli occhi.

Tua.

28.04.22