Catedral de Palabras: Eco del Miserable, di Frida la Loka

Poema, (ESP-ITA)

En las naves oscuras de la historia,
donde la penumbra exhala polvo antiguo
y el aire vibra con susurros rotos,
se levantan muros de hambre,
fríos como hierro que tiembla bajo nombres olvidados.

Las piedras, ásperas,
talladas con llanto, aún queman al tacto.
El sustento se quiebra: olivares y campos en llamas,
cemento que traga pozos de agua,
- y no solo el viento ulula,
trae gritos de luchas que nunca cierran los ojos.

El altar… no es refugio.
Son monedas sangrando un resplandor enfermo,
tic… tic…
Sobre un tapiz color carmesí.
La política devora,
la economía dicta martillazos,
golpeando la carne de quienes jamás eligieron perder.

Los miserables no son sombras en tinta:
son cuerpos vivos, niños con ojos marchitos,
madres que cargan silencios amargos,
pueblos enteros reducidos a humo.

La catedral no guarda héroes:
ruge con respiraciones entrecortadas,
pasos arrastrados, rezos rotos.
Allí están los que mueren de hambre,
los que cruzan fronteras con pies de dolor,
los borrados por bombas y decretos.

Ellos son los miserables del hoy,
aquellos que Victor Hugo vislumbró en su siglo
y ahora regresan multiplicados,
como incendio en la noche,
llagas ardientes que aún esperan redención.

La catedral de palabras se alza,
retumba como tambor antiguo:
no cicatrices, sino heridas vivas.

Son los muertos-vivos,
que, con la cruz en sus hombros,
cargan una catedral entera del dolor de la tierra.

Cattedrale di Parole: L’Eco del Miserabile, poesia

Nelle navate oscure della storia,
dove la penombra esala polvere antica
e l’aria vibra di sussurri spezzati,
si innalzano muri di fame,
gelidi come ferro che trema sotto nomi dimenticati.

Le pietre, ruvide,
scolpite dal pianto,
bruciano ancora al tatto.
Il sostentamento si infrange:
uliveti e campi in fiamme,
cemento che inghiotte pozzi d’acqua,
–e non è solo il vento a ululare,
porta con sé grida di lotte che non chiudono mai gli occhi.

L’altare… non è rifugio.
Sono monete che sanguinano un bagliore malato,
tic… tic… su un tappeto color carmesí.
La politica divora,
l’economia detta colpi di martelo,
abbattendosi sulla carne di chi non ha mai scelto di perdere.

I miserabili non sono ombre d’inchiostro:
sono corpi vivi, bambini dagli occhi appassiti,
madri che portano silenzi amari,
popoli interi ridotti a fumo.

La cattedrale non custodisce eroi:
ruggisce di respiri spezzati,
passi trascinati, preghiere infrante.
Lì stanno coloro che muoiono di fame,
quelli che attraversano confini con piedi di dolore,
i cancellati da bombe e decreti.

Essi sono i miserabili di oggi,
quelli che Victor Hugo intravide nel suo secolo
e che ora ritornano moltiplicati,
come incendio nella notte,
piaghe ardenti che ancora attendono redenzione.

La cattedrale di parole si erge,
risuona come tamburo antico:
non cicatrici, ma ferite vive.

Sono i morti-vivi, che,
con la croce sulle spalle,
portano una cattedrale intera del dolore della terra.

Tua

25 novembre, 2025

25 pensieri su “Catedral de Palabras: Eco del Miserable, di Frida la Loka

  1. Wow, che poema potente e commovente ! La dualità spagnolo-italiano aggiunge un ritmo epico a un tema universale di sofferenza e resistenza. Cara Frida hai creato un’atmosfera cupa ma necessaria, facendo eco a Victor Hugo e a tutte le voci che ancora oggi gridano giustizia. Ogni strofa è un pugno al cuore, un invito a riflettere sulla storia e sulla nostra umanità. Un grande lavoro, davvero toccante. 🙏🏻✨
    Sei stata bravissima, ti abbraccio di cuore… Complimenti 👍🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻🌹💝🤗🪻

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      1. Le date festive sono sempre dolorose anche per tutta la famiglia…Troppe sedie vuote e un pensiero per chi ci ha lasciati con un peso sul cuore troppo gravoso.Credo che per te sia la stessa cosa e credimi mi dispiace tantissimo…Un abbraccio stretto e affettuoso per te dolce Frida 🌹💝🙏🏻👍🏻🙋🏻🫂

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        1. Quello che mi affligge in questo periodo va oltre quelle assenze: è rivolto a tutte le persone che un Natale non sapranno nemmeno cos’è, e anche a coloro che, pur non credendo al Natale, non arriveranno proprio. Buonanotte cara. 🙏🏼🍁

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    1. Non puoi capire come mi sento di fronte a diversi eventi per natale, ai quali non posso sfuggire. Personalmente, quest’anno avevo suggerito un natale diverso, forse troppo, perché mi hanno dato della matta!! Il fatto è, che io sono matta!! Buon pomeriggio Andrea.

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