Ciò che resta nel vetro, Frida la Loka

Poesia,(ITA-ESP)

In fondo al calamaio
Il nero è denso,
un grumo che non vuole farsi segno.
Sostanza che non accetta i margini
E un battito che morde.
Sembrano sillabe, urto di carne
è la fatica di stare dritti nel vento
senza che nessuno debba leggerlo mai.
La parte di me che non si vende alla carta
è l'unica che non può sbiadire.
Resta lì, intatta e senza nome,
perché nessuna parola è grande abbastanza

per contenere il peso di essere vivi.

Lo que queda en el vidrio, poema

En el fondo del tintero
el negro es denso,
un grumo que no quiere hacerse trazo.
Sustancia que no acepta los márgenes
y un latido que muerde.
Parecen sílabas, choque de carne;
es la fatiga de mantenerse erguido en el viento
sin que nadie deba leerlo jamás.
La parte de mí que no se vende al papel
es la única que no puede desteñirse.
Se queda allí, intacta y sin nombre,
porque ninguna palabra es lo bastante grande

para contener el peso de estar vivos.

Immagine portata: Pinterest

Tua

9 Aprile. 2026

14 pensieri su “Ciò che resta nel vetro, Frida la Loka

Scrivi una risposta a almerighi Cancella risposta