A contraluz, Frida la Loka

Poema, (ESP-ITA)

Los pensamientos danzan con la brisa tenue y áspera de este invierno 
como filamentos que intentan
bordar su propio trazo en el aire.

¡Ay! Esta noche la luna
se ha vuelto implacable en su dulzura.
Su resplandor —obstinado, seductor—
se cuela en mis ideas,
desvía su cauce,
deshace la dirección que buscaban.

Quisiera seguir el impulso
de aquello que empezaba a gestarse,
esa intuición recién despierta,
pero la luna interfiere:
interpone su claridad oblicua,
me rapta el pensamiento
y me conduce hacia un centelleo
que no logro apartar.

Intento regresar,
tejer el hilo,
pero cada vez que doy un paso
ella inclina su rostro luminoso
y descompone el sendero.

Y así pienso,
o al menos lo imagino,
mientras la luna inclina su fulgor
y me deja a contraluz

A controluce, poesia

I pensieri danzano con la brezza tenue e ruvida di questo inverno,
come filamenti che tentano
di ricamare la propria traccia nell’aria.

Ma stanotte la luna
si è fatta implacabile nella sua dolcezza.
Il suo riverbero —ostinato, seducente—
si insinua nei miei pensieri,
ne devia il corso,
scioglie la direzione che cercavano.

Vorrei seguire l’impulso
di ciò che cominciava a formarsi,
quella intuizione appena destata,
ma la luna interferisce:
interpone la sua chiarezza obliqua,
mi afferra per il pensiero
e mi conduce verso un bagliore
che non so rifiutare.

Cerco di tornare indietro,
di tessere il filo,
ma ogni volta che avanzo
lei inclina il suo volto luminoso
e scompone il sentiero.

E così penso,
o credo di pensare,
mentre la luna inclina il suo fulgore
e mi lascia a controluce.

Tua

3 gennaio, 2026.

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