Intramoenia, Frida la Loka

Poesia,(ITA-ESP)

Sotto Natale, intramoenia del pianeta,
non c’è atmosfera: c’è un ronzio.
Un ronzio di server, di droni, di voti mancati,
di decisioni prese in stanze dove l’aria non entra.

Accuso i registi invisibili,
quelli che muovono capitali come fossero pedine
e chiamano “ordine” ciò che è solo convenienza.
Accuso i tavoli dove si firma il destino altrui
con penne che non tremano mai.

Colpevoli anche noi,
ci siamo abituati a vedere
come “normale”
dolore e mari che sgorgano da occhi stanchi
che non ce un dio al quale pregare.

La profezia non arriva dall’alto:
sale dal basso,
dalle crepe nei dati,
dalle statistiche che non tornano,
dai numeri che gridano più delle parole.

Dice che il mondo non esploderà:
si sviterà.
Pezzo dopo pezzo,
come una macchina lasciata andare,
finché resterà solo un guscio spento,
un dispositivo che nessuno sa più riparare.

Eppure, in questo dicembre,
qualcuno tenta ancora di intervenire:
non con belle frase da repertorio,
bensì con le mani, col corpo tutto, con l’anima,
banali per i giornali —in apparenza,
eppure cambiano la traiettoria di un sistema.

Intramoenia del pianeta:
non siamo protetti,
siamo implicati.
E chi si sente tale non può restare indifferente.

Intramoenia, poema.

Bajo la Navidad, intramuros del planeta,
no hay atmósfera: hay un zumbido.
Un zumbido de servidores, de drones, de votos ausentes,
de decisiones tomadas en salas donde el aire no entra.

Acuso a los directores invisibles,
a quienes mueven capitales como si fueran peones
y llaman “orden” a lo que es solo conveniencia.
Acuso a las mesas donde se firma el destino ajeno
con plumas que nunca tiemblan.

Culpables también nosotros,
nos hemos acostumbrado a ver
como “normal”
el dolor y mares que brotan de ojos cansados
que no tienen un dios al cual rezar.

La profecía no llega desde arriba:
sube desde abajo,
de las grietas en los datos,
de las estadísticas que no cuadran,
de los números que gritan más que las palabras.

Dice que el mundo no explotará:
se desatornillará.
Pieza tras pieza,
como una máquina dejada a su suerte,
hasta que solo quede una carcasa apagada,
un dispositivo que nadie sabe ya reparar.

Y sin embargo, en este diciembre,
alguien intenta todavía intervenir:
no con bonitas frases de repertorio,
sino con las manos, con todo el cuerpo, con el alma,
banales para los periódicos —en apariencia,
y aun así cambian la trayectoria de un sistema.

Intramuros del planeta:
no estamos protegidos,
estamos implicados.
Y quien se siente tal no puede permanecer indiferente.

Tua

28 dicembre, 2025.

10 pensieri su “Intramoenia, Frida la Loka

    1. Caro Marcello, mi vengono quasi spontanei, perché l’argomento mi sta troppo a cuore, e in me, oltre ai miei pensieri, anche questi si sono incalliti, e sono veramente difficili da sradicare. Mi dispiace che sembri fissata o ripetitiva, ma, come la vita stessa, vivo anche questo momento storico. Un carissimo saluto e forte abbraccio. 🥰🫂

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  1. In questi versi c’è il rumore di un pianeta stanco e la tenacia di chi, nonostante tutto, continua a intervenire con le mani, con il corpo, con l’anima. Una poesia che riconosce la fragilità, ma anche la possibilità di cambiare rotta. Come sempre bravissima Frida 🥀🥀❤️

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