Liturgia dei Gesti Comuni, Frida la Loka

Poesia, (ITA-ESP)

La tazza sbeccata del mattino, profuma di caffè bruciato,  
il vapore che sale graffia la gola, e scalda le mani screpolate:
Calice di fuoco e risveglio.

Il pane spezzato in fretta, coriaceo, tra le mascelle,
la mollica secca si incolla al palato, come ostia di sopravvivenza,
mentre il sale della fatica, ne consacra il sapore.

Il tram che cigola all’alba, è processione di ferri e respiro,
aroma crudo di rotaie e fatica,mani che stringono corrimano freddi
come reliquie di passaggio.

La chiave che gira lenta, come un rosario di metallo tra le dita
ha il suono di una campana sommesa, il metallo vibra nell’aria
e annuncia ritorni, mentre la porta geme come un cuore che si apre,
odore di casa e memoria.

Il letto disfatto, accartocciato, lenzuola stropicciate odorose di pelle,
è altare di confessione: l’abbraccio della stoffa
accoglie i corpi come un rito segreto.

Persino la polvere che danza sui raggi obliqui del meriggio
ha il sapore secco dell’aria, respiro segreto di un gelsomino,
che si dissolve, a consacrare il silenzio.

Così il profano si fa sacro: nel bicchiere d’acqua che rinfresca la lingua,
nel sudore che unge la fronte come olio,nel gesto ripetuto e dimenticato
che senza renderci conto, ci riporta al grembo oscuro
della nostra fugace dimora.

Liturgia de los Gestos Comunes.

La taza mellada del amanecer exhala café quemado
el vapor que sube raspa la garganta y enciende las manos cansadas:
cáliz ardiente de despertar.

El pan partido a toda prisa, duro, entre los dientes,
la miga reseca se adhiere al paladar como hostia de resistencia,
mientras la sal del esfuerzo bendice su sabor.

El tranvía que cruje en la aurora es procesión de hierro y aliento,
aroma áspero de rieles y fatiga, manos que buscan pasamanos fríos
como reliquias de tránsito.

La llave que gira despacio, rosario de metal entre los dedos,
suena como campana apagada, el metal vibra en el aire y anuncia regresos,
mientras la puerta gime como un corazón que se abre,
olor de casa y memoria.

La cama deshecha, arrugada, sábanas revueltas, olorosas a piel,
es altar de confesión: el abrazo de la tela acoge los cuerpos como un rito secreto.
Incluso el polvo que danza en los rayos oblicuos del mediodía
tiene el sabor seco del aire, aliento secreto de un jazmín, que se disuelve,
consagrando el silencio.

Así lo profano se vuelve sagrado: en el vaso de agua que refresca la lengua,
en el sudor que unge la frente como aceite, en el gesto repetido y olvidado que,
sin darnos cuenta, nos devuelve al vientre oscuro de nuestra fugaz morada.

Tua

1 dicembre, 2025

25 pensieri su “Liturgia dei Gesti Comuni, Frida la Loka

  1. Dopo questa tua poesia guarderò ogni gesto quotidiano apparentemente “banale” con altri occhi. Per esempio ogni volta che giro la chiave nella serratura devo tirare il portone verso di me altrimenti la chiave gira a fatica. Questo gesto si ripete da anni e ogni volta, ormai è automatico, cerco di far scivolare la chiave per non rovinare la serratura (già accaduto una volta e rimasto fuori casa per ore). Gesti che si amplificano nella memoria e sono parte di noi, della nostra vita. Mi piace riportare alcuni versi di una poesia di Gozzano tratti da “La signorina Felicita ovvero la Felicità – 10 luglio: Santa Felicita” III:

    M’era più dolce starmene in cucina / tra le stoviglie a vividi colori:/
    tu tacevi, tacevo, Signorina: / godevo quel silenzio e quegli odori / tanto tanto per me consolatori, / di basilico d’aglio di cedrina…

    Nella tua poesia respiro gli stessi odori di questi versi di Gozzano. Una lirica notevole.

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  2. Mi colpisce come tu riesca a rendere sacri i gesti di ogni giorno. Leggendoti, sembra che il caffè, il tram o le lenzuola diventino parte di una preghiera silenziosa che ci accompagna. Complimenti Frida per il tuo sentire 🥀🥀🥀

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  3. Una poesia da leggere e rileggere per assaporarne tutti i significati dei simboli potenti e comprenderli sino in fondo, assimilarli alla nostra anima e alla nostra carne come ogni giorno assimiliamo il cibo della nostra mensa, a volte sacra, a volte profana.
    Questo è la tua poesia, carissima Frida🌹

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    1. Caro Marcello, è una gioia, leggerti. Sono felice per te. Grazie delle tue meravigliose parole e gentilezza, sempre nei miei confronti. Uno di questi giorni ti scrivo una mail se non è troppa fatica per te, fammi sapere. Un forte abbraccio. 🤗🙏🏼🍁

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