Rinuncia al Ritratto, di Frida la Loka

Poesia, (ITA-ESP)

Non voglio meritare nulla.  
La faccia che ho è un errore ben riuscito,
una smorfia che il tempo ha dimenticato di correggere.

Quando giovane si è già stanca,
ai cinquanta ti svegli.
Ora, che il merito mi sfiora come vento distratto,
mi lascio andare al disordine.

Che dipingano pure su di me,
che usino i colori sbagliati,
che sbavino i contorni,
che confondano il cielo con la pelle.

Non sono tela,
sono macchia.
Non sono quadro,
sono muro che piange vernice.

L’eternità mi sembra una posa forzata.
Preferisco il volto che cambia ogni giorno,
che si perde,
che si sporca di vita.

Finché c’è tempo,
non lo uso.

Renuncia al Retrato, poema


No quiero merecer nada.
El rostro que tengo es un error bien logrado,
una mueca que el tiempo olvidó corregir.

Cuando se es joven ya se está cansada,
a los cincuenta despiertas.
Ahora, que el mérito me roza como viento distraído,
me abandono al desorden.

Que pinten sobre mí,
que usen los colores equivocados,
que emborronen los contornos,
que confundan el cielo con la piel.

No soy lienzo,
soy mancha.
No soy cuadro,
soy pared que llora pintura.

La eternidad me parece una pose forzada.
Prefiero el rostro que cambia cada día,
que se pierde,
que se ensucia de vida.

Mientras haya tiempo,
no lo uso.

Tua

23 ottobre, 2025.

36 pensieri su “Rinuncia al Ritratto, di Frida la Loka

  1. Ecco che arriva l’ammirazione (quella di cui abbiamo “parlato”, quella che… avrei voluto… io). “Preferisco il volto che cambia ogni giorno, / che si perde, / che si sporca di vita.” Poesia che suscita in me emozioni profonde, mi inquieta nel senso che è ciò che provo anch’io tutte le sere dopo essermi guardato allo specchio e che vedo sempre più sporco di vita. Batte forte il cuore. Stupenda!

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  2. Un poema valiente, en verso libre, en el que nos muestras con ironía una profunda reflexión sobre el paso del tiempo, la vejez y lo auténtico, rechazando la perfección y la eternidad. El tono seguro y desafiante de tu voz lírica se apoya en figuras como el oxímoron (El rostro que tengo es un error bien logrado), el símil o la anáfora y señala el despertar de la conciencia a una edad ya madura. Me ha gustado esa reivindicación de la autenticidad en la imperfección.

    Un placer de lectura, Frida.

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