Black Hole– Versi di gravità, di Frida la Loka.

Poesia, (ITA-ESP)

Sei precipitato nel centro
dove la luce si frantuma
dove la gravità
non concede sosta.

Un’anima non può sfuggire
a ciò che nemmeno la luce
riesce a eludere.

Sparito nel collaso
delle stelle
con furia silenziosa
che si avvolgono su sé
stesse fino a diventare singolarità.

E io ti vedo

nel crepuscolo del cosmo
sul bordo dell’orizzonte degli eventi
dove ogni ritorno è già negato.

Tu sei là

dove il tempo si distorce
dove la forma si dissolve
dove il dolore si annulla nel silenzio.

E io resto qui..

–a cercarti nella domanda
che cade senza fine.

Black Hole – Versos de Gravedad, poema.

Has precipitado en el centro  
donde la luz se fractura 
donde la gravedad 
no concede tregua.
 
Un alma no puede escapar 
de aquello que ni la luz 
logra eludir. 

Desaparecido en el colapso de las estrellas 
con furia silenciosa 
que se doblan sobre sí mismas hasta volverse singularidad. 

Y yo te veo 

en el crepúsculo del cosmos 
al borde del horizonte de sucesos donde todo regreso ya está negado. 

Tú estás allí 

donde el tiempo se distorsiona
donde la forma se disuelve 
donde el dolor se anula en el silencio.

Y yo me quedo aquí...

–buscándote en la pregunta 
que cae sin fin.

Tua

7 ottobre,  2025.

26 pensieri su “Black Hole– Versi di gravità, di Frida la Loka.

  1. Poesia densa di metafore e soprattutto significati. Ci ho visto una riflessione verso il destino della vita, verso quelle apparenti distanze metafisiche che si possono creare durante la vita – e soprattutto – quando qualcuno passa oltre. Il tutto senza sfociare in banalità o dogmi religiosi, ma restando fedeli al proprio sentire. Mi è piaciuta molto.

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  2. Impressionante la metafora del buco nero, l’impossibilità di sfuggire all’orizzonte degli eventi, la luce si distorce, il tempo si ferma. Ho sentito nel mio animo l’essenza dell’attimo in cui vedi l’amore (perduto) sul bordo. Lo vedi ma non puoi raggiungerlo, l’amore non ti può raggiungere. E’ un distacco doloroso reso immenso dalla consapevolezza di superare i confini della fisica, in cui il dolore resta sospeso oltre quel limite per svanire insieme alla luce e alla speranza. Ho sentito sanguinare il mio cuore perché ho vissuto momenti simili. Non potevi descrivere meglio il distacco, il punto limite del non ritorno. Una poesia notevole. Complimenti.

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    1. Ti ringrazio dal profondo.
      Penso che, se l’hai commentato con la naturalezza con cui si parla di qualcosa di intimo o vissuto, è evidente che ci sei passato.
      Quando ho pensato a questi versi, mi sono chiesta: cosa può avvolgere in modo estremamente profondo, intenso e irraggiungibile, se non un buco nero e la sua complessità?
      Grazie del tuo gradito commento. 🙏🏼

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  3. Questa meditazione sull’assenza è un’elegia che trasforma la perdita in un fenomeno astrofisico. Adoro la precisione della tua poetica, la chirurgica esibizione dei sentimenti tagliati con un bisturi affilato e a tratti doloroso. Descrivi questo distacco assoluto, irreversibile, in una poesia dove non urli, ma osservi… e questo è decisamente più disarmante.
    La domanda è quel moto perpetuo che rimbomba e chiude (o non chiude mai) ciò che scrivi… e io resto ad osservare quella domanda precipitare.
    RiV

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    1. Adoro dilettarmi con le parole ed entrare e giocarci in un –universo paralello che conosco poco, e al contempo mi affascina. E le similitudini sono infinite, come infinito è il cosmo. Che alla fine, noi ne siamo parte.
      Grazie caro RiV, del tuo atento e “chirurgico” commento. 🙏🏼🤗🍁

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