Borges, a Orillas del Infinito: Reflexión en el aniversario de su nacimiento, Frida la Loka.

Desde SADE (Sociedad Argentina de Escritores), filial Córdoba, y en articulación con la Secretaría de Cultura de su institución, tienen el agrado de compartir una actividad nacional que une todas las filiales del país: la Suelta de Poesías en Homenaje al Natalicio de Jorge Luis Borges, organizada por SADE Nacional.

En el día de la fecha, junto a los escritores socios de SADE Córdoba, (Lic. Marco Antonio Gómez, Presidente), y amigos de las letras, se dará vida a las palabras del maestro Borges, dejando volar versos en el espacio público, en el mismo corazón de la ciudad. Como actividad propia de SADE Córdoba, realizarán también una siembra de libros, con ejemplares que quedarán a disposición de los transeúntes, multiplicando la literatura como acto de generosidad cultural.

Mi contribución:

Compadrito de las Sombras, (ESP-ITA).

Entre anaqueles y revoques viejos, encontró su patria secreta,
–un infinitímo de páginas que eran mundos,
y comprendió que la biblioteca –ese laberinto espejado,
era como un río quieto,
donde las palabras flotaban sin prisa.

También era un arrabal,
donde –los cuchillos eran palabras.
La ciudad lo llamaba desde las orillas,
aquella Buenos Aires sin monumentos,
de almacenes polvorientos y esquinas como altares,
donde el coraje era orilla de cada sombra
y –los compadritos eran héroes de baldío.

No vivió el arrabal en carne propia,
pero lo soñó con la fuerza de un destino,
y en cada malevo inventado
–trenzó coraje, de una gloria prestada,
como si la memoria pudiera ser heredada.

Su deseo fue siempre custodiar los libros,
vigilar su infinita repetición en los estantes,
y aun cuando la ceguera lo cercó,
vivió como quien muere un poco, que los espejos,
le mostraban la parodia más refinada de su destino:
la biblioteca como templo y como noche.

El lunfardo le dio su música áspera,
mezcla de malevaje y ternura,
y de ese idioma hizo neologismos:
–destierro incesante, mitologías arrabaleras,
palabras que parecían inventarse solas en la esquina.

Así quedó su figura en la memoria:
ni profeta, ni patriota,
sino lector eterno,
bibliotecario de lo invisible,

compadrito de las sombras,
observador de un Buenos Aires que olvidó el arrabal.

Borges, Sulle Sponde dell’Infinito: Riflessione nell’anniversario della nascita.

Compadrito delle Ombre, poesia.

Tra scaffali e vecchi intonaci, trovò la sua patria segreta,
–un infinitímo di pagine che erano mondi,
e capì che la biblioteca –quel labirinto di specchi,
era come un fiume immobile,
dove le parole galleggiavano senza fretta.
Era anche un arrabal,
dove –i coltelli erano parole.

La città lo chiamava dalle sponde,
quella Buenos Aires senza monumenti,
di magazzini polverosi e angoli come altari,
dove il coraggio era riva di ogni ombra
e –i compadritos erano eroi di baldío.

Non visse l’arrabal in prima persona,
ma lo sognò con la forza di un destino,
e in ogni malevo inventato
–intrecciò coraggio, di una gloria presa in prestito,
come se la memoria potesse essere ereditata.

Il suo desiderio fu sempre custodire i libri,
sorvegliare la loro infinita ripetizione sugli scaffali,
e anche quando la cecità lo circondò,
visse come chi muore un poco, capì che gli specchi
gli mostravano la parodia più raffinata del suo destino:
la biblioteca come tempio e come notte.

Il lunfardo gli diede la sua musica aspra,
miscela di malevaje e tenerezza,
e di quella lingua fece neologismi:
–esilio incesante, mitologie arrabaleras,
parole che sembravano inventarsi da sole all’angolo.

Così rimase la sua figura nella memoria:
né profeta, né patriota,
ma lettore eterno,
bibliotecario dell’invisibile,

compadrito delle ombre,
osservatore di una Buenos Aires che dimenticò l’arrabal.

Tua

24 agosto, 2025.

20 pensieri su “Borges, a Orillas del Infinito: Reflexión en el aniversario de su nacimiento, Frida la Loka.

  1. È molto difficile pensare alla letteratura senza pensare a Borges. Sia la sua poesia che i suoi racconti sono capisaldi della letteratura latinoamericana per la loro profondità filosofica, i loro infiniti campi metafisici e, allo stesso tempo, per la capacità di lasciare il lettore a riflettere sulla realtà. La tua pubblicazione è molto preziosa e importante in ogni senso, Frida. Leggere Borges domenica mattina (oggi, ore 21) con un caffè è un dono in poesia. Il mio abbraccio è l’augurio di una felice continuazione della domenica.🍀🌷🍀

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    1. È vero caro Fer, Borges, resta un punto di riferimento nella scrittura ed è per me, un’enorme soddisfazione poter contribuire e onorare la sua data di nascita, con una mia poesia, che spero sia stata del tuo agrado. Un buon proseguimento anche a te. 🤗🌷🙌

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      1. Frida, cara, sono stata maleducata: so che la poesia è tua, mi sono lasciata trasportare dalla scrittura di Borges, che mi è così vicina, che ho usato l’espressione “leggere Borges al mattino”, quando avrei dovuto aggiungere “leggere Borges di Frida”. La poesia è bellissima e contagiosa per tutto, e in particolare per ciò che provi. Una poesia borgesiana di Frida. Una mattina davvero speciale. Grazie mille.🍀

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