Tra le crepe, io, di Frida la Loka.

Poesia, (ITA-ESP)

Nel mio corpo, un paesaggio  
di cicatrici fiorisce,
come un giardino di spine 
che sbocciano in silenzio.

Ogni lacerazione è un fiume 
che scorre dentro di me, 
portando con sé, dolore e memoria.

Ma fuori, il mondo è un rogo 
che brucia senza fine, 
mare di lacrime che 
sommerge i confini della mente.

Eppure, in questo abisso 
di sofferenza, trovo 
una bellezza crudele, 
un'armonia dissonante.

Queste cicatrici, effimere come fuochi fatui 
illuminano il cammino 
verso una libertà ferita.

Nel tempo che si sfalda, 
mentre la storia si scrive 
con inchiostro di sangue e cenere, 
io mi ricompongo.

La primavera, bisbiglio inquietante
che solo le piante sentono, 
battito d'aria 
che rinnova la terra.

In me, la carne è germoglio che sfida la tempesta, 
e rivendica la sua vita.

Perché lo faccio?
Dovrei? 
È giusto?

Forse è qui che trovo 
la mia verità, 
nella luce che filtra 
dalle crepe del mondo.

Come un raggio di sole 
che attraversa la notte, 
illuminando il mio 
modo di essere libera.

In questo mosaico di dolore 
e di gioia, di vita e di morte, 
trovo la mia completezza,

la mia interezza ferita.

Entre las grietas, yo.

En mi cuerpo, un paisaje  
de cicatrices florece, 
como un jardín de espinas 
que brotan en silencio.

Cada laceración es un río 
que fluye dentro de mí, 
llevando consigo dolor y memoria.

Pero fuera, el mundo es una hoguera 
que arde sin fin, 
mar de lágrimas que 
inunda los límites de la mente.

Sin embargo, en este abismo 
de sufrimiento, encuentro 
una belleza cruel, 
una armonía disonante.

Estas cicatrices, efímeras como fuegos fatuos 
iluminan el camino 
hacia una libertad herida.

En el tiempo que se desmorona, 
mientras la historia se escribe 
con tinta de sangre y ceniza,

yo me recompongo.

La primavera, murmullo inquietante 
que solo las plantas escuchan, 
latido de aire 
que renueva la tierra.

En mí, la carne es brote que desafía la tormenta, 
y reclama su vida.

¿Por qué lo hago? 
¿Debería? 
¿Es justo?

Tal vez, sea aquí donde encuentro mi verdad, 
en la luz que filtra a través
de las grietas del mundo.

Como un rayo de sol 
que atraviesa la noche, 
iluminando mi 
modo de ser libre.

En este mosaico de dolor 
y de alegría, de vida y de muerte, 
encuentro mi plenitud,

mi integridad herida.

Tua

9 aprile, 2025.

32 pensieri su “Tra le crepe, io, di Frida la Loka.

      1. E’ vero anche se temo sempre di essere condizionata dalle mie esperienze quando leggo una poesia, magari chi la scrive intendeva comunicare altro.
        Però è vero che la poesia per chi la legge è uno stimolo e tocca corde profonde, allora mi perdono un po’ scusandomi con chi ha scritta 🌷🐈‍⬛

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        1. Invece va benissimo, giacché, la poesia, fa parte integrante dell’arte, il quale per me, è assolutamente soggettivo. Tu puoi interpretarla in un modo, magari molto diverso, entrano in gioco, anche le tue esperienze personali, e questo è molto bello. Ti auguro una splendida giornata! 🤗🌷

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    1. Questi miei versi, son venuti fuori, dopo un’altra esperienza personale, l’ennesima, che mi fa riflettere. Il mondo lotta per sopravvivere, e io nel mio piccolo, anche. Le domande mi vengono spontanee, perché andare avanti a lottare per me stessa, se devo soppravvivere in questo mondo malato di mente? L’unica certezza che ho è, quando sia il momento, lo vorrei scegliere io, e non lasciarlo in mani d’un capriccio altrui. Serena giornata! 🙏🏼🌷 grazie del tuo apprezzato commento. 🌞

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  1. Certo è che l’ ho letta con stupore per la sua enorme profondità e per quello che trasmetti; tante emozioni tutte insieme che coincidono e coinvolgono con ciò che fai emergere a chi la sa leggere e sa capire ciò che con le parole fai arrivare ispessendo il cuore col suo carico di dolore . Buona Notte Cara Frida , un abbraccio forte per un sonno sereno… Ciao !🙏🏻🥰🤍👏🏻👏🏻👏🏻😴💞🤗

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