Ecco giornata primaverile

Non c’è. Ti cerco e non ti trovo, le mie gambe sono deboli per solcarti. L’aria fresca ancora non sa a te, piuttosto un autunno che non vuol andare via.

Lo sguardo si perde nel nulla, gente cammina freneticamente, le macchine corrono; io no, non posso. Ferma sotto un albero di fronte al ospedale, non è un granché.

Se ti facesti viva almeno goderei della tua compagnia, invece no, non ne vuoi sapere, restia sei.

Tua.

29 aprile, 2022.

By tenor

Mutazioni

Addietro pensai fossimo “del” creato.
Per cui dover gli dovremmo,
Convinta di esso andai per la mia strada.
Fiera e orgogliosa ero, convinta decisamente.
I mortali devono la loro, a buia onnipotenza, non si sa ancora abbastanza, pare che tutti avremo il nostro supremo giudizio finale.

Poi nel frattempo il vissuto muta pelle, siamo camaleonti in questa foresta chiamata mondo, camuffati tante volte di ciò che non siamo veramente.

Un giorno qualsiasi, incertezza arriva, si sgretolano le presunte convinzioni e ti ritrovi di notte con in mano spenta candela, e cera che scorre tra le ditta e anche essa si ferma oramai asciutta.

Ognuno fa la sua, le luci sopra di noi, di gas e caldo avvolte, scintillanti e variopinte, decidono il momento giusto per spegnersi. Gli uccelli migrano alla ricerca di confortevoli posti ricchi da cibarsi a volontà.

Le mucche e animali vari fanno la transumanza, rito che permette di rifocillarsi per affrontare freddi che attendono.

Alcune piante muoiono, altre riaffiorano, ciclo vitale.

E oggi penso. E noi? Esseri “evoluti”? Cosa abbiamo fatto, lasciamo tuttavia tutte le cose che si sono scoperte, inventate, civiltà formate, ecc.

Mente, anima!! decisamente ho avuto bisogno di un pò di tempo per rivalutare “il tutto “.

Oggi penso che “siamo frutto del creato“, chiunque esso sia.

Tua
20 febbraio 2022.

Non tutti i giorni sono brutti,  alcuni sono peggio…

Sono un paio di giorni che ci penso, Personaggio conosciuto mondialmente, immortalato, come un eroe, controcorrente, in quel periodo aprì una breccia, nel bene e anche nel male si potrebbe asseverare. sul quale vorrei scrivere.

Ma oggi mi sento molto più Frida che paroliere a caso. Frantumata in mille pezzi.

Raconterà Frida:

È falso dire che ci si rende conto dell’urto, falso dire che si piange. Non versai alcuna lacrima. L’urto ci trascinò in avanti e il corrimano mi attraversò come la spada al toro».

Frida rimane tra le aste metalliche del tram. Il corrimano si spezza e la trapassa da parte a parte… Alejandro Gómez (al momento fidanzati) la raccoglie e nota che Frida ha un pezzo di metallo piantato nel corpo. Un uomo appoggia un ginocchio sul corpo di Frida ed estrae il pezzo di metallo.
La prima diagnosi seria sopraggiunge un anno dopo l’incidente: frattura della terza e della quarta vertebra lombare, tre fratture del bacino, undici fratture al piede destro, lussazione del gomito sinistro, ferita profonda dell’addome, prodotta da una barra di ferro entrata dall’anca destra e uscita dalla vagina, strappando il labbro sinistro. Peritonite acuta. All’ammalata viene prescritto di portare un busto di gesso per 9 mesi, e il completo riposo a letto per almeno 2 mesi dopo le dimissioni dall’ospedale… Da questo momento in poi, la sua vita, inizierà molto lentamente e improvvisamente a “soffrire un’altra trasformazione. Fonti: Hayden Herrera, Frida. Vita di Frida Kahlo, B.C. Dalai Editore.

Frida Kahlo.*gelatin silver print.*Oct. 16 / 1932

Tua

19 ottobre, 2021.