Profumo di gelsomino

Corridoio infinito, pavimento lustro
Piedi silenziosi lo calpestano.


Tanti in giro ma nessuno conosce l’altro
Bozza di bonario sorriso ad ogni momento.


La solitudine fa compagnia quando serve,
Un bagliore dice che il mattutino è arrivato
Con qualche goccia d’acqua come compagna
Non erano poche alla fine e lui, il vento lo sa.


La finestra assai lontana, schiva, filtra la luce
Si fa due passi per passare tempo, ma non indugia.
Fogli ingialliti facilitano la permanenza


Si accendono quelle artificiali capendo amaramente
Che è buio ormai, luce naturale e temporali passati.
Dalla mia postazione,  mi alzo camino senza fretta
Dietro la finestra, assai lontana, mi avvicino,


Adesso è notte ma quelli che rientrano a casa
Quei condomini abbandonati di giorno, prendono vita
E di colpo inizio a vedere luci accese di qua e anche di là
Addirittura un terrazzo, scoperta! Pieno di verde, tanti alberelli in vaso, uno cattura la mia attenzione.


Sollevo febrilmente la mano destra e tocco il vetro sporco
Umido, appanato,  come se stesse accarezzando il gelsomino.
Profumo d’infanzia,  profumo da primi amori, profumo di amicizie. Mi commuovo cade la lacrima strappata.
Adesso sì,  è ora, siedo su immaculate lenzuole bianche,
Mi copro ma no, non profumano di gelsomino.
Aspetterò la prossima primavera…

Tua.
9 febbraio, 2022.

Pubblicato su @Alesandriaonline

Mana del cielo, forse…

Non c’è due senza tre, il cielo è cuppo, grigio e io sono qui ad aspettare la benedizione da la su. Qualcuno porti un pò di pietās, non solo in confronto di questo bene prezioso, guerra, violenza, terremoti, menefreghismo, egoísmo e potrei andare all’infinito come l’uomo privo di rasocinio ed avidità.

Eccomi, sdraiata in un ” lettino”… con qualche differenza, sulla mia testa non c’è l’ombrellone, bensì un odioso e noioso soffitto, puzza d’alcool mi rasserena (un pò soltanto).

Da fridalaloka.com

Non indosso costume di bagno e non porto con me, borsa con attrezzi di spiaggia. In questo caso, non avrò la possibilità di mettere quei meravigliosi camici molto snellenti che ti fanno sentire una diva. Menomale che il sole non c’è manco attraverso la finestra, visto che siamo tutti inguainati con mascherina, cuffietta e vista la vicina probabilmente anch’io godrò del manto velato usa e getta. Pure ho l’aria accessa, cosa chiedere di più!!! Lucano, no, grazie; gradirei vista l’ora un aperipasto accompagnato con un rinfrescante Campari o Pinot grigio, mi accontenterei.

Tua.

28 giugno, 2022.

Paradosso

Finalmente caldo si fa sentire, fiori splodono, cielo minaccia, il blu del mare urla, come fosse ultima volta.

Bambini carichi al pensiero di scuola finita. Parchi giochi fremono, le mamme un pò meno.

Grigliate cui, pranzetto là, apericena dove capita evviva!

Sembrerebbe essere tornati alla vita di sempre, infatti… di sempre.

Ritornando dalla Argentina, mi sentivo con la carica giusta, affaticata, però carica. Dopo due settimane, il tempo di fare l’inventario delle piante che hanno muttato pelle, perché non sopravvisero alla mia assenza, quindi razzia e piazza pulita, restò praticamente il vuoto… bilancio vegetale, rosso.

E lì, mi soffermo, al – tornare alla vita di sempre -. Ma questa volta non la prendo come cosa normale. Perché? Poi, ho capito che per me tornare ad una vita -normale- e uguale alla parola -rutina- , a me tanto antipatica, mi manda letteralmente in bestia. Secondo bilancio, rosso.

Come se fosse poco in questa -normalità- va condita con appuntamento dallo specialista, appuntamento dal fisio e altre erbe, che sinceramente desidererei di cuore, non esistesse questa -normalità- Terzo bilancio rosso.

Infine quando la tua parola perde peso, perde valore, sostanza, soprattutto considerazione, perdi il rispetto altrui, al punto di sentirti diminuita o credere addirittura che effettivamente, ha ragione! Mi sento persona scarsa e diminuita. Subentra una crisi esistenziale che neanche lo psicologo più erudito in materia riuscirebbe a capire dove iniziare. Quarto bilancio rosso.

E quinto e ultimo bilancio rosso, pure la parola Paradosso del titolo è troppo piccola per definire come mi sento in questo periodo, scrivo poco, leggo un pò di più, faccio la sigaretta quando mi metto a pensare e penso molto spesso in questi giorni e mi consolo con il mio compagno rosso, che non mi fa sentire diminuita, anzi! Giurerei che più d’una volta mi parla e mi tira su.

Tua.

23 maggio, 2022.

Lottare contro i mulini a vento.

Ho aspettato passase natale e si vede che “caro babbo” non ha avuto il tempo di leggere la mia letterina, ho aspettato pure capodanno, ma i fuochi sono arrivati affievoliti, smorzati…

Ed è arrivato come una meteorite non preannunciata, veloce e folgorante a far tremare la terra e farmi girare fino all’esaurimento quelli che non ho, il”nuovo anno”!!!…

Ditemi voi, cosa c’è di nuovo!

Ah! Sí, vediamo; il mio medico di base ( per la precisione, il quarto), sbaglia”ancora” per l’ennesima volta nelle impegnative, dove dovrebbe mettere il tipo d’ “esenzione “, sì, perché dopo aver ripetuto ormai all’infinito che ho una ” malattia rara “, ancora non ha afferrato il concetto. Lo chiamo per far notare il “disguido “, per tutta risposta mi sento dire : – posso sbagliare… Rimanda tramite mail, controllo per stampare e scopro, indovinate? Sbaglia”ancora”!!!!!

Correva novembre del 2021, sempre lui, Le scrivo chiedendo una impegnativa perché devo fare il più presto possibile una visita per dei dolori lancinanti che mi porto avanti da svariati mesi, per tutta risposta: – non posso mandarla d’un specialista senza prima visitarla. Bene, fissiamo appuntamento, esco dallo studio con in mano ancora “un’altra impegnativa ” per comprare antidolorifici… ( quando so, che non faranno una beata ***), dieci giorni, dopo di ché, si convince che non funziona!! Grande! Sveglio! Se ne accorto pure lui! Bravo il doc.

Dopo perdere quasi mese e mezzo, mi fa una “impegnativa ” per TDD, prenoto (data fissata: ” I PRIMI DI MARZO”) ! Settimana scorsa ricevo una telefonata dal centro per ” posticipare ” a “FINE MARZO”!! Cosa faccio, disdico, (Nel mentre, io sono piegata in due, l’umore è a punto caramello, mio figlio che “forze” inizierà la scuola grazie a questa pandemia del c****, e un marito che deve fare capriole.

Ve lo posso dire, mi son rotta veramente i c******!!!!!!! E più ne ha più ne metta, perché, questa è solo un piccolo assaggio di quello che deve “patire” una persona nelle mie condizioni, per non parlare dei ” potenti e giusti dell’INPS, loro sì, sono dei “veri” professionisti!!

Don Quijote sí che aveva le palle!!

Chapeau!! E buon inizio anno per tutti!!

Tua.

5 gennaio, 2022.

By ilcomuneinforma.it