Mana del cielo, forse…

Non c’è due senza tre, il cielo è cuppo, grigio e io sono qui ad aspettare la benedizione da la su. Qualcuno porti un pò di pietās, non solo in confronto di questo bene prezioso, guerra, violenza, terremoti, menefreghismo, egoísmo e potrei andare all’infinito come l’uomo privo di rasocinio ed avidità.

Eccomi, sdraiata in un ” lettino”… con qualche differenza, sulla mia testa non c’è l’ombrellone, bensì un odioso e noioso soffitto, puzza d’alcool mi rasserena (un pò soltanto).

Da fridalaloka.com

Non indosso costume di bagno e non porto con me, borsa con attrezzi di spiaggia. In questo caso, non avrò la possibilità di mettere quei meravigliosi camici molto snellenti che ti fanno sentire una diva. Menomale che il sole non c’è manco attraverso la finestra, visto che siamo tutti inguainati con mascherina, cuffietta e vista la vicina probabilmente anch’io godrò del manto velato usa e getta. Pure ho l’aria accessa, cosa chiedere di più!!! Lucano, no, grazie; gradirei vista l’ora un aperipasto accompagnato con un rinfrescante Campari o Pinot grigio, mi accontenterei.

Tua.

28 giugno, 2022.

Urtica ( da Frida la loka)

Sono prato distesso di urtica, denti di leone, insediatosi nel campo minaccioso arricchiscono con il loro giallo.


Sono prato di urtica, il quale sovente si evita.
Sono aspra e pungente, talvolta, peggio quando vengo sfiorata nell’intimo.


Sono prato di urtica, quando mi rompo, lascio cadere il mio fluido fino a creare bruciore.
Sono prato di urtica,  quello che puoi trovare dove e quando meno te lo aspetti.


La pioggia mi acarezza senza paura, mi lava di questo peso infinito.

Tua

8 giugno, 2022.

Da fridalaloka.com

Dal blog personale fridalaloka.com