E li chiamavano cantanti di strada

Per me, Jean  Pierre  Pastor. Genovese, d’origine piemontese con avvi francesi.

Non ho resistito, sono fatta così. L’ho avevo sentito prima mentre si fa la passeggiata lungo la riva del porto, evitando gente menefreghista degli altri, sorteggiando qualche pallone scappato ai bambini; anziani, tanti… più in là una copia di trovatori posizionati in un posto parecchio sfighato e le voci e musica non aiutavano alla coppia la riuscita.

Di ritorno, però inizia ad arrivare quel poco che riesco a percepire ma è decisamente diverso, è una melodia armoniosa e senza bisogno di forzature, perché si sa, chi ha certe doti, non ne ha bisogno, basta amare quel che si fa. Hallelujah, era alla fine quando arrivammo. Poi, riattacca ed un brivido mi avvolse, silenzio fino alla fine. Poi, me ne accorsi, le lacrime crollavano in picata…

By #fridalaloka.com

Dovevo sapere il nome, di chi aveva cambiato almeno per un momento la mia giornata. Grazie.

Tua.

31.01.2022.

Districarsi nel bel mezzo delle incertezze.

Non saprei, come interpretare certe notizie che, non aspetti. Mi fa sentire allo scoperto, nuda con i piedi ghiacciati che si fondono nella prima neve.

Davanti ad esse, le poche idee concrete che avevo, improvisamente fuggono alla impazzata. Mi trovo avvolta in questa densa nebbia che a dir poco mi lascia in mezzo al nulla al primo soffio…

Come se ne esce, domanda che, alla quale sto cercando di dare un significato, un senso.

Giorno dopo. Non trovo nessuna risposta rassicurante che vorrei sentire. Mi sento leggermente smarrita; in tanto continua a fiocchetare, il vento freddo che mi colpisce in faccia non è abbastanza per farmi aggire, piuttosto mi fa andare in letargo.

Vorrei chiudere gli occhi, come fossi una bambina cullata da braci che danno tenerezza, pace, armonia, che trasmettono un caldo e tiepido amore e mi dicano che tutto troverà il suo proprio equilibrio nel momento adatto…

Non tutti i giorni sono brutti,  alcuni sono peggio…

Sono un paio di giorni che ci penso, Personaggio conosciuto mondialmente, immortalato, come un eroe, controcorrente, in quel periodo aprì una breccia, nel bene e anche nel male si potrebbe asseverare. sul quale vorrei scrivere.

Ma oggi mi sento molto più Frida che paroliere a caso. Frantumata in mille pezzi.

Raconterà Frida:

È falso dire che ci si rende conto dell’urto, falso dire che si piange. Non versai alcuna lacrima. L’urto ci trascinò in avanti e il corrimano mi attraversò come la spada al toro».

Frida rimane tra le aste metalliche del tram. Il corrimano si spezza e la trapassa da parte a parte… Alejandro Gómez (al momento fidanzati) la raccoglie e nota che Frida ha un pezzo di metallo piantato nel corpo. Un uomo appoggia un ginocchio sul corpo di Frida ed estrae il pezzo di metallo.
La prima diagnosi seria sopraggiunge un anno dopo l’incidente: frattura della terza e della quarta vertebra lombare, tre fratture del bacino, undici fratture al piede destro, lussazione del gomito sinistro, ferita profonda dell’addome, prodotta da una barra di ferro entrata dall’anca destra e uscita dalla vagina, strappando il labbro sinistro. Peritonite acuta. All’ammalata viene prescritto di portare un busto di gesso per 9 mesi, e il completo riposo a letto per almeno 2 mesi dopo le dimissioni dall’ospedale… Da questo momento in poi, la sua vita, inizierà molto lentamente e improvvisamente a “soffrire un’altra trasformazione. Fonti: Hayden Herrera, Frida. Vita di Frida Kahlo, B.C. Dalai Editore.

Frida Kahlo.*gelatin silver print.*Oct. 16 / 1932

Tua

19 ottobre, 2021.