Attraverso la lente di Nickolas Muray

Ho fatto un salto alla mostra di Stupinigi a fine marzo.

La mia, non è in nessun modo una recensione, visto che ero consapevole di cosa avrei trovato, oltre al materiale fotografico, sono rimasta veramente a dir poco delusa dell’allestimento e credo che anche te Frida, non l’avresti presso molto bene. Sarai d’accordo con me, visto che i latinoamericani amiamo i colori e te particolarmente ti piaceva valorizzarli al massimo, faccendo esaltare al massimo i colori predominanti del Messico al quale tanto amasti.

Nickolas Muray: L’incontro tra i due avvenne quasi per caso grazie all’artista messicano Miguel Covarrubias: quest’ultimo era giunto nel 1923 a New York con una borsa di studio di sei mesi offerta dal governo del Messico e, poco dopo, cominciò a lavorare per Vanity Fair. Muray e Covarrubias diventarono presto amici. Nel 1931 il fotografo trascorse una vacanza in Messico con Covarrubias e sua moglie Rosa e, poiché l’amico era stato uno studente di Diego Rivera, fu inevitabile l’incontro tra Frida Kahlo e Nickolas Muray.

Dopo il loro primo incontro, Frida scrisse un biglietto d’amore a Muray e iniziarono una storia d’amore che durò per dieci anni, ma la loro amicizia durò fino alla sua morte nel 1954. Nel corso della loro relazione, dal 1937 al 1946, il fotografo la immortalò nei suoi scatti che presentano una prospettiva unica di Frida; inoltre sono significativi per la qualità di Muray come ritrattista e come maestro della fotografia a colori, campo pionieristico in quegli anni. In queste immagini si evidenzia anche il profondo interesse dell’artista messicana per la sua cultura, la sua vita e le persone a lei legate. 

Tua.

Ecco giornata primaverile

Non c’è. Ti cerco e non ti trovo, le mie gambe sono deboli per solcarti. L’aria fresca ancora non sa a te, piuttosto un autunno che non vuol andare via.

Lo sguardo si perde nel nulla, gente cammina freneticamente, le macchine corrono; io no, non posso. Ferma sotto un albero di fronte al ospedale, non è un granché.

Se ti facesti viva almeno goderei della tua compagnia, invece no, non ne vuoi sapere, restia sei.

Tua.

29 aprile, 2022.

By tenor

Profumo di gelsomino

Corridoio infinito, pavimento lustro
Piedi silenziosi lo calpestano.


Tanti in giro ma nessuno conosce l’altro
Bozza di bonario sorriso ad ogni momento.


La solitudine fa compagnia quando serve,
Un bagliore dice che il mattutino è arrivato
Con qualche goccia d’acqua come compagna
Non erano poche alla fine e lui, il vento lo sa.


La finestra assai lontana, schiva, filtra la luce
Si fa due passi per passare tempo, ma non indugia.
Fogli ingialliti facilitano la permanenza


Si accendono quelle artificiali capendo amaramente
Che è buio ormai, luce naturale e temporali passati.
Dalla mia postazione,  mi alzo camino senza fretta
Dietro la finestra, assai lontana, mi avvicino,


Adesso è notte ma quelli che rientrano a casa
Quei condomini abbandonati di giorno, prendono vita
E di colpo inizio a vedere luci accese di qua e anche di là
Addirittura un terrazzo, scoperta! Pieno di verde, tanti alberelli in vaso, uno cattura la mia attenzione.


Sollevo febrilmente la mano destra e tocco il vetro sporco
Umido, appanato,  come se stesse accarezzando il gelsomino.
Profumo d’infanzia,  profumo da primi amori, profumo di amicizie. Mi commuovo cade la lacrima strappata.
Adesso sì,  è ora, siedo su immaculate lenzuole bianche,
Mi copro ma no, non profumano di gelsomino.
Aspetterò la prossima primavera…

Tua.
9 febbraio, 2022.

A volte trovi refugio dove meno l’aspetti…

By fridalaloka.com

Quant’era importante e determinante per me la musica. Aveva la capacità di modificare i miei stati d’umore in tempi inquantificabili.

Lei ocupaba un ruolo primordiale come la fotografia, le viscere dentro il mio corpo erano alienate delle melodie qualsiasi esse fossero.

Oggi, soffro e piango, quando sento a malapena melodie, quelle che il tempo è la malattia mi stanno portando via.

Con loro, mi sono scatenata, mi sono commossa, ho ballato, ho pianto, per poi sempre sentirmi alla fine, bene.

Tua.

14 dicembre, 2021.

Hallelujah, Leonard Cohen. Interpretata da Bocelli.

Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you dont really care for music, do you?
It goes like this, the fourth, the fifth
The minor falls, the major lifts
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew her
She tied you to a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Well, maybe there’s a God above
As for me all I’ve ever learned from love
Is how to shoot somebody who outdrew you
But it’s not a crime that you’re hear tonight
It’s not some pilgrim who claims to have seen the Light
No, it’s a cold and it’s a very broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Instrumental

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Well people I’ve been here before
I know this room and I’ve walked this floor
You see I used to live alone before I knew ya
And I’ve seen your flag on the marble arch
But listen love, love is not some kind of victory march, no
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

There was a time you let me know
What’s really going on below
But now you never show it to me, do you?
And I remember when I moved in you
And the holy dove she was moving too
And every single breath we drew was Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

Now I’ve done my best, I know it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didnt come here to London just to fool you
And even though it all went wrong
I’ll stand right here before the Lord of song
With nothing, nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah
Hallelujah, Hallelujah

By fridalaloka.com

Hallelujah

Il lupo della stepa ( frammento)

Hai ragione tu, lupo della steppa; mille volte ragione, eppure devi perire. Per questo mondo odierno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta perché hai una dimensione in più. Chi vuole vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria…

Tratto dal libro “Il lupo della stepa”, 1927. H.H

Tua.

5 dicembre 2021.