Urtica ( da Frida la loka)

Sono prato distesso di urtica, denti di leone, insediatosi nel campo minaccioso arricchiscono con il loro giallo.


Sono prato di urtica, il quale sovente si evita.
Sono aspra e pungente, talvolta, peggio quando vengo sfiorata nell’intimo.


Sono prato di urtica, quando mi rompo, lascio cadere il mio fluido fino a creare bruciore.
Sono prato di urtica,  quello che puoi trovare dove e quando meno te lo aspetti.


La pioggia mi acarezza senza paura, mi lava di questo peso infinito.

Tua

8 giugno, 2022.

Da fridalaloka.com

Dal blog personale fridalaloka.com

E siamo soltanto a martedì.

Arrivare a mercoledì per me e tutto un traguardo, con tanto di medaglia. Finire la settimana è ben altro discorso, ogni stramaledetto venerdì, mi accingo mentalmente ad ascoltare ‘Chariots of Fire’ e là, lontano, vedo il mio di nastro. Non è semplice fare come se la mia vita fosse ‘normale’ perché semplicemente non lo è. Ma come Frida, vado avanti, come posso.

By fridalaloka.com

In ogni suo singolo scatto, quello che colpisce di più non è il suo aspetto ( per tanti canoni), trascurato, soppraciglie folte, baffi ben allineati.


Almeno per quanto mi riguarda, proprio il suo sguardo, gagliardo, sicuro, diritto alla lente, senza ripensamenti, con un bagaglio d’accettazione che io non possiedo, uno sguardo decisamente di sfida.
Il mento in su, sventolando veste di colori variopinti e importanti orecchini d’ogni genere, pure un paio che raffigurano delle mani, regalatole da Picasso,  quando si son conosciuti in una delle tante tertulie occasionali chissà, a parlare di politica e forse d’arte.

By fridalaloka.com

Se guardo addietro, vedo in me quella gagliardia che oggi credo di aver perso, mentre che paradossalmente proprio dopo i suoi peggiori anni della vita, Frida ha saputo risollevarsi, da sola. Lei con al suo fianco la sua inseparabile ombra, fedele, forse l’unica.

By fridalaloka.com

Tua.
31 maggio, 2022

Parole estrapolate

“La parola patria non l’ho mai pronunciata: in nome della patria i popoli commettono ogni nefandezza. Io abolirei la parola “patria”, come tante altre parole: “mio”, “zitto”, “obbedisci”, “la legge é uguale per tutti”, “nazionalismo”, “razzismo”, “guerra” e quasi anche la parola “amore”, privata della sua sostanza.”      

Tratto da Il pane perduto.

Edith Bruck, (Steinschreiber da nubile ),di origini ebrei, nasce a Tiszabercel, Ungheria il 3 maggio 1931. Scrittrice, poetessa, traduttrice, regista e testimone della Shoah, naturalizzata italiana.
By fridalaloka.com

Tua.

17 marzo 2022.

Tempo di pausa

Mattinata mossa come mari in tempesta, lungo e inutile elencare.

La carica è a fior di pelle ed io che non resisto. Esco faccio due passi , mi improvviso una panca, anche un gradino della scala può bastare.

Accendo la sigaretta e piego il collo col mento rivolto verso l’alto come se potessi accarezzarlo, chiudo gli occhi come nei romanzi e godo, mi disarmo, tolgo la felpa.

Deve toccare la mia pelle, devo sentirlo timidamente, soave, devo assorbire quel inebriante tepore che mi rilassa e mi dice che sempre che ha piovuto, ha smesso… pausa finita, sigaretta finita, torno alla realtà.

Tua

09 febbraio 2022

By Dionisiopunk