Avrei tanto da sprimere…

Purtroppo mi manca il tempo, che a volte mi avanza. Ho bisogno di pensare, di riflettere, fare il punto della situazione.

Del viaggio in Argentina, mi frullano ancora nella mente, tanti fotogrami, cento, mille! Alcuni che lasciano perplessa, altri bellissimi da dipingere e altri che ti aprono gli occhi.

Tua.

28.04.22

Vento

Sei un paradosso immenso
Puoi mutare tutto e tutti, un attimo.

Puoi soffiare dolcemente, portare prezioso polline là dove serve.

Puoi dare una spolverata a cupe cime, con soltanto una tua carezza,
disegni figura delicata e ammorbidita.

Hai la potenza di alzare acque e decidere dove colpire talvolta con focosa veemenza, ma anche no.

Sei un paradosso immenso che ancor oggi a stento capisco.

Spazzi via dentro, l’infinito vuoto
Di tanto in tanto lo riempi, parole buttate all’aria raserenano.
D’acchito sparisci,  assuefatta.

Tua
7 febbraio 2022.

E li chiamavano cantanti di strada

Per me, Jean  Pierre  Pastor. Genovese, d’origine piemontese con avvi francesi.

Non ho resistito, sono fatta così. L’ho avevo sentito prima mentre si fa la passeggiata lungo la riva del porto, evitando gente menefreghista degli altri, sorteggiando qualche pallone scappato ai bambini; anziani, tanti… più in là una copia di trovatori posizionati in un posto parecchio sfighato e le voci e musica non aiutavano alla coppia la riuscita.

Di ritorno, però inizia ad arrivare quel poco che riesco a percepire ma è decisamente diverso, è una melodia armoniosa e senza bisogno di forzature, perché si sa, chi ha certe doti, non ne ha bisogno, basta amare quel che si fa. Hallelujah, era alla fine quando arrivammo. Poi, riattacca ed un brivido mi avvolse, silenzio fino alla fine. Poi, me ne accorsi, le lacrime crollavano in picata…

By #fridalaloka.com

Dovevo sapere il nome, di chi aveva cambiato almeno per un momento la mia giornata. Grazie.

Tua.

31.01.2022.

Lettera a Anne.

Cara Anne,

oggi mi son ritagliata un pò di tempo per scrivere, sai come si faceva una volta, carta pena, talvolta calamaio ringrinzito e dita machiate di nero, ma solo le dita…
Sai, ti penso spesso, sei parte di quel retaggio di me al quale dai motivazioni per proseguire il percorso anche sé incerto, come il tuo, già…
Sapevi che ogni volta che scrivo, firmo come te? Sì, lo dedico a te, “Tua”, tu sei il mio diario di bordo insieme ad un’altra donna intraprendente e forte come te, Frida si chiama ma, contemporaneamente fragili tutti e tre. Penso facciamo una bella squadra.
Sai, la giornata è buia e nebbiosa, direi addirittura tenebrosa, immagino tu saprai capire cosa significa. Il buio, l’ombra, il tutti giorni uguali,  insomma la routine come si dice adesso piuttosto che la rutina, qua in Italia hanno questo brutto vizio di sostituire le ricche parole dell’italiano al inglese o al francese, ecc. Prima o poi ci caschiamo tutti oramai.
Ti ricordo in bianco e nero, solo un paio, perché non ci sono tante immagini tue in giro, ma quello che mi resta fisso del tuo viso è il tuo sorriso di bambina innocente, inofensiva.
Cosa mai avresti potuto fare di male per finire in quel posto brutto, pieno di esperanze soffocate, agonie senza fine, neanche le forze per piangere?
Mi chiedo se anche te, hai indossato quelli odiosi pigiamini a righe o soltanto qualche straccio appartenente a qualcun’altra prima di te, sai non si buttava niente… tranne voi.
Perché?
Avrai avuto il tempo di fare qualche amicizia? Qualch’essere a chi regalare un tuo sorriso o forze eri così rammaricata che avevi perso anche esso…
Cara Anne, menomale che hai avuto l’astuzia e gagliardia di scrivere foglio dopo foglio, sai che alla fine sono riusciti a recuperarli, erano tanti! Forse quanto i giorni di solitudine e riparo che hai dovuto sopportare, sai, hanno fatto un libro, che io conservo con tenerezza e dolcezza.

Bene, adesso vado, perché; come diceva ” certa gente” : IL LAVORO RENDE LIBERI.

Tua.


27.01.22.

LE SFUMATURE DELL’ANIMA

Mi sono guardata allo specchio e ho scoperto di avere molte rughe, intorno agli occhi, alla bocca, sulla fronte.
Ho le rughe perché ho avuto amici, e abbiamo riso, abbiamo riso tanto, fino alle lacrime.
E ho conosciuto l’amore, che mi ha fatto strizzare gli occhi di gioia.
Ho le rughe perché ho avuto dei figli, e mi sono preoccupata per loro fin dal concepimento, e ho sorriso a ogni loro nuova scoperta e ho passato notti a cullarli.
E poi ho pianto.
Ho pianto per le persone che ho amato e che sono andate via, per poco tempo o per sempre oppure senza sapere il perché.
Ho vegliato, trascorso ore insonni per progetti andati bene, andati male, mai partiti, per la febbre dei bambini, per leggere un libro o fare l’amore.
Ho visto posti splendidi, nuovi, che mi hanno fatto aprire la bocca stupita, e rivisto i posti vecchi, antichi, che mi hanno fatto commuovere.
Dentro a ogni solco sul mio viso, sul mio corpo, si nasconde la mia storia, le emozioni che ho vissuto, la mia bellezza più intima e se cancellassi questo, cancellerei me stessa.
Ogni ruga è un aneddoto della mia vita, un battito del mio cuore, è l’album fotografico dei miei ricordi più importanti.

*Marinella  Canu* 

26 settembre, 2021.

Tua.