Silenzio

Mi trovo in una stanza, davanti, due persone dell’ apparenza cordiali e gradevoli.

Ci sediamo in torno ad un tavolino rotondo, per parlare di cose specifiche, non tanto piccolo, sufficiente per permettere di metterci a nostro agio, una finestra sulla destra che consente di far passare un pò di luce mattutina di aria autunnale, su di noi una tenue luce d’un lampadario non proprio particolare, ma quello che lo valorizava era la sua dimensione in confronto a questa stanzetta.

La conversazione inizia con i punti da trattare specificamente e non ricordo in che momento o quanti minuti siano trascorsi nel frattempo…

Ero persa….cercando di afferrare disperatamente nell’aria qualche parola, ogni tanto riuscivo a pigliare addirittura una frase; corta però.

Il tempo trascorse; non so neanche in che modo dopo concluso il nostro incontro, ci siamo trovati fuori al cancello con la mia testa che brulicava di suoni e di rumori. Era successo ancora una volta.

Delle due ore e passa, mi era rimasta chiara soltanto una cosa, non sono stata in grado di uscire con un concetto chiaro…

Ci prendiamo un caffè vicino allo studio e torniamo in fretta, quindi non ebbi il tempo di assimilare quello accaduto.

Ora, riesco ad avere le idee più chiare e purtroppo, come mi disse tanto tempo fa una psicologa: – deve lavorare sull’accettazione ed io ancora oggi, non accetto.

Tua.

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22 settembre, 2021.

Frida Kahlo

“Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per il mondo, che mi rasserena soltanto il sapere che sono stata autentica, che sono riuscita ad essere quanto di più somigliante a me stessa mi è stato concesso di essere.”

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Perché?

Poiché in terra e cielo il creato, ci ha offerto quello inimmaginabile e non?
Perché guardiamo il nostro, come se non fosse sufficiente, abbastanza?

#fridalaloka.com

Prima o poi, voltiamo la testa in su e scopriamo o ricordiamo…sia luce, sia buio, ché è lì per noi.

Tramonti da lasciare senza fiato con colori sgargianti qualche volta, soprattutto in questo periodo che sta arrivando alla sua fine.

Alberi rigogliosi che sfoderano il verde più brillante che richiamano uccellini ha fargli compagnia come in una leggera danza, là dove i rami sono l’estensione dei raggi che mano a mano si allontanano, evanescenti, tiepidi…

Ci sarà lui all’indomani e tornerà ancora, bramante, determinato, forte, tanto al punto di fare male… come oggi.
Lui ci concede la gentilezza di stare ancora qui, ma il tempo è incerto e anche esso ha il suo di tempo.

Per quello troviamo una tennera e agognata protezione quando arriva lei, che ci culla e ci fa compagnia  nelle notti nere quelle, dove gli occhi sono spalancati o quelle serene che ci dà il suo calore, come chi ti poggia una morbida coperta sulle spalle, accompagnata da una tiepida brezza,  talvolta venti violenti o semplicemente un soffio invernale.

Venerata da tempi ancestrali segnando i cicli e noi, esseri piccoli, abbiamo imparato da lei, notte dopo notte.

Non possiamo fare nulla di fronte alla immensità che ci circonda,  guardare meravigliati. Da loro dipende quasi il tutto. Proteggiamola.

Tua.

26 agosto, 2021.

Evanescente state

Un spento autunno vedo arrivare
Goffo, pallido, abbattuto, diroccato.
Si sa che il suo pensiero
Pieno di domande senza fine,
E’ senza risposta ancora.
Mostra il suo riflesso
Nel lago coperto di fitta nebbia.
I suoi rami saldi, gagliardi
si rinforzavano l’estate, orsù!
Quale sarà la fine, quale sarà la sua ventura
Nel mentre, l’acqua del lago con il suo tepore
Avvolge quel che resta d’un evanescente state
.

Tua.

17 settembre, 2021.

Educare significa far mancare qualcosa.

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Sappiamo bene cosa sia la RESILIENZA: psicologi e professionisti in altri campi, da decenni sono riusciti ha capire che l’elemento chiave che ci consente di superare diverse difficoltà e la crescita è proprio la resilienza. […]

Secondo P. Crepet psichiatra, il ruolo dei genitori a livello educativo è essenziale. Quando un genitore dice: ” Io non ho mai fatto mancare niente a miei figli” in parole povere, semplicemente sta rivelando una grande mancanza, perché il ruolo d’un genitore è proprio l’opposto giacché se non manca nulla, a cosa servirebbe la CURIOSITÀ?

Tua.

8 settembre 2021.

Un libro, una scoperta.

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Quand’ero piccola mi sono catapultata in un libro, mi sono incuriosita, non ricordo  se me l’abbia regalato mia madre o come fosse comparso in casa fra una collana di libri mai letti che facevano corredo in una piccola credenza che c’era nella sala, fra tanti oggettini regalatici o presi.
Un miscuglio di cose che ogni venerdì dovevo smontare da quelli scaffali, metterli sul tavolo per poter pulire.
In uno di questi giorni, lo vidi e lo pressi, lo portai in camera mia e iniziai quella notte a leggerlo.
“Il Diario di Anna Frank”. Al inizio non ero molto convinta ma, mano a mano che scorrevo le pagine mi appassionavo di più,  lo divorai, ero eccitatissima!
Tra me e me pensavo, che bambina coraggiosa e piena di cose da raccontare pese al ambiente ristretto e semi buio nel quale si trovava.


Una volta finito, iniziai a scrivere il mio primo diario, giorno dopo giorno…
Avrei avuto sui dieci, undici anni, cavolo! se avevo cose da raccontare, a differenza sua io andavo a scuola poi tornavo, facevo i compiti e giocavo con i miei amici del quartiere, fuori la maggior parte delle volte, quindi paradossalmente,  la libertà la facevada di padrona, addirittura una delle mie amiche andava con me alla stessa scuola.
Una scuola di suore, con tanto di uniforme e tante regole da seguire. Ma non sempre le rispettavamo…

Da quel momento, decisi che un giorno quando fossi grande, avrei scritto un libro.

Ma, non me la sento di farlo, con tanti eruditi sparpagliati da per tutto, oramai, chiunque scrive un libro: da influencers a calciatori, da modelle a attori e via discorrendo.

Poi come avrete notato, questa non è la mia lingua madre, bensì, come Frida, compagna silenziosa di viaggio, è lo spagnolo.

Allora perché scrivere in una lingua acquisita?

Bene, perché trovo fascinoso, sfidante e motivante approfondire la lingua.

Tua.

23 luglio, 2021.

Vedere la parte del bicchiere mezzo pieno.

La temperatura rovente di queste settimane no fa altro che infastidirmi, non trovo né energie, né voglia e soprattutto motivazione.
Periodo destinato in primis a mio figlio che ha dovuto sopportare la dad e sembrava giusto ridarli il massimo di tempo, soprattutto tempo condiviso con i suoi pari.
Tempo, il quale ha trascorso seduto dietro una scrivania da piccolo ometto pronto a una nuova sfida, fra schede e schede stampate, (tante già fatte in precedenza per colmare quelle ore vuote) quaderni di materie praticamente soltanto accennate, libri quasi mai usati…
Non posso rimproverargli nulla, ha fatto più di quanto mi aspettassi, quasi sempre con un sorriso.
La sua curiosità infinita ci apre, nel mentre, nuove strade, nuovi mondi, spero non cambi il suo modo di ragionare e pensare e mi auguro, arrivato il momento possa fare quello che lo renderà felice…
Questo ciclo è chiuso, per ora goditi questo momento, torna ad essere un cucciolo, nuove sfide aspettano.

14 agosto 2021.

I have a dream…

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Stanca di sognare… Ho trovato questo angolo di solitudine in mezzo a terre e oceani, tutti e due, traballanti, in mezzo a tutto ciò, siamo noi, esseri umani, nel bene oppure nel male.

Questo spazio mi consente di dare libero sfogo, o quasi, a miei pensieri, quelli che, non talvolta ma bensì quasi sempre, non materializzo per non ferire o creare disagio, addirittura offesa.

«I have a dream» come disse nel suo discorso Luther King Jr. il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington.

È quando avrò la necessità, felicità o qualsiasi altro tipo di sentimento che mi provochi l’impulso di scrivere due parole, mi troverete qui.