Educare significa far mancare qualcosa.

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Sappiamo bene cosa sia la RESILIENZA: psicologi e professionisti in altri campi, da decenni sono riusciti ha capire che l’elemento chiave che ci consente di superare diverse difficoltà e la crescita è proprio la resilienza. […]

Secondo P. Crepet psichiatra, il ruolo dei genitori a livello educativo è essenziale. Quando un genitore dice: ” Io non ho mai fatto mancare niente a miei figli” in parole povere, semplicemente sta rivelando una grande mancanza, perché il ruolo d’un genitore è proprio l’opposto giacché se non manca nulla, a cosa servirebbe la CURIOSITÀ?

Tua.

8 settembre 2021.

Un libro, una scoperta.

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Quand’ero piccola mi sono catapultata in un libro, mi sono incuriosita, non ricordo  se me l’abbia regalato mia madre o come fosse comparso in casa fra una collana di libri mai letti che facevano corredo in una piccola credenza che c’era nella sala, fra tanti oggettini regalatici o presi.
Un miscuglio di cose che ogni venerdì dovevo smontare da quelli scaffali, metterli sul tavolo per poter pulire.
In uno di questi giorni, lo vidi e lo pressi, lo portai in camera mia e iniziai quella notte a leggerlo.
“Il Diario di Anna Frank”. Al inizio non ero molto convinta ma, mano a mano che scorrevo le pagine mi appassionavo di più,  lo divorai, ero eccitatissima!
Tra me e me pensavo, che bambina coraggiosa e piena di cose da raccontare pese al ambiente ristretto e semi buio nel quale si trovava.


Una volta finito, iniziai a scrivere il mio primo diario, giorno dopo giorno…
Avrei avuto sui dieci, undici anni, cavolo! se avevo cose da raccontare, a differenza sua io andavo a scuola poi tornavo, facevo i compiti e giocavo con i miei amici del quartiere, fuori la maggior parte delle volte, quindi paradossalmente,  la libertà la facevada di padrona, addirittura una delle mie amiche andava con me alla stessa scuola.
Una scuola di suore, con tanto di uniforme e tante regole da seguire. Ma non sempre le rispettavamo…

Da quel momento, decisi che un giorno quando fossi grande, avrei scritto un libro.

Ma, non me la sento di farlo, con tanti eruditi sparpagliati da per tutto, oramai, chiunque scrive un libro: da influencers a calciatori, da modelle a attori e via discorrendo.

Poi come avrete notato, questa non è la mia lingua madre, bensì, come Frida, compagna silenziosa di viaggio, è lo spagnolo.

Allora perché scrivere in una lingua acquisita?

Bene, perché trovo fascinoso, sfidante e motivante approfondire la lingua.

Tua.

23 luglio, 2021.

I have a dream…

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Stanca di sognare… Ho trovato questo angolo di solitudine in mezzo a terre e oceani, tutti e due, traballanti, in mezzo a tutto ciò, siamo noi, esseri umani, nel bene oppure nel male.

Questo spazio mi consente di dare libero sfogo, o quasi, a miei pensieri, quelli che, non talvolta ma bensì quasi sempre, non materializzo per non ferire o creare disagio, addirittura offesa.

«I have a dream» come disse nel suo discorso Luther King Jr. il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington.

È quando avrò la necessità, felicità o qualsiasi altro tipo di sentimento che mi provochi l’impulso di scrivere due parole, mi troverete qui.

IMMEDESIMARSI

Forse ve l’ho starete chiedendo…o forse no, chi lo sa…


Personaggio controverso potrebbe dirsi, vita complicata, sacrifici, renuncie e tanto altro ancora mà, proprio per questo mi sono sentita rappresentata da questa figura che aldilà di tutto ciò, con alti e bassi nel percorso della sua vita, ha deciso di prendere in mano la situazioni e andare avanti, certamente non è stata una passeggiata e quello la rende ancora oggi speciale.


Frida la, gioco di parole, LOKA, che in spagnolo la sua lingua natale nonché la mia vuol, senza H, dire pazza, che alla rovescia è il suo cognome Khalo.
Mi sono permessa di adittarla come pazza, ma in senso positivo, perché solo la sua folia portò quest’essere ad un livello superiore per certi versi, trafiggendo muri invalicabilli che solo una persona tenace come Lei poteva fare.
Ho presso lo spirito di Frida per mano per ripercorrere questa nuova aventura.
Se esisistono le persone bipolari, beh, oserei dire umilmente che in me ho trovato più di quante potessi immaginare.
Gli stati d’umore d’un tempo ha questa parte ( con tanti ingredienti in mezzo, che non sono mancati).


Portare nello zaino la consapevolezza di una nuova vita ( ma non accettata, almeno ancora)
E tanto ancora, un prima e un dopo…

Tua.

8 Luglio, 2021.

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