La caricia perdida

Se me va de los dedos la caricia sin causa, 
me va de los dedos… En el viento, al pasar, 
la caricia que vaga sin destino ni objeto, 
la caricia perdida ¿quién la recogerá? 

Pude amar esta noche con piedad infinita, 
pude amar al primero que acertara a llegar. 
Nadie llega. Están solos los floridos senderos. 
La caricia perdida, rodará… rodará… 

Si en los ojos te besan esta noche, viajero, 
si estremece las ramas un dulce suspirar, 
si te oprime los dedos una mano pequeña 
que te toma y te deja, que te logra y se va. 

Si no ves esa mano, ni esa boca que besa, 
si es el aire quien teje la ilusión de besar, 
oh, viajero, que tienes como el cielo los ojos, 
en el viento fundida, ¿me reconocerás? 

Alfonsina Storni.

By fridalaloka.com

Tua.

27 maggio, 2022.

Mutazioni

Addietro pensai fossimo “del” creato.
Per cui dover gli dovremmo,
Convinta di esso andai per la mia strada.
Fiera e orgogliosa ero, convinta decisamente.
I mortali devono la loro, a buia onnipotenza, non si sa ancora abbastanza, pare che tutti avremo il nostro supremo giudizio finale.

Poi nel frattempo il vissuto muta pelle, siamo camaleonti in questa foresta chiamata mondo, camuffati tante volte di ciò che non siamo veramente.

Un giorno qualsiasi, incertezza arriva, si sgretolano le presunte convinzioni e ti ritrovi di notte con in mano spenta candela, e cera che scorre tra le ditta e anche essa si ferma oramai asciutta.

Ognuno fa la sua, le luci sopra di noi, di gas e caldo avvolte, scintillanti e variopinte, decidono il momento giusto per spegnersi. Gli uccelli migrano alla ricerca di confortevoli posti ricchi da cibarsi a volontà.

Le mucche e animali vari fanno la transumanza, rito che permette di rifocillarsi per affrontare freddi che attendono.

Alcune piante muoiono, altre riaffiorano, ciclo vitale.

E oggi penso. E noi? Esseri “evoluti”? Cosa abbiamo fatto, lasciamo tuttavia tutte le cose che si sono scoperte, inventate, civiltà formate, ecc.

Mente, anima!! decisamente ho avuto bisogno di un pò di tempo per rivalutare “il tutto “.

Oggi penso che “siamo frutto del creato“, chiunque esso sia.

Tua
20 febbraio 2022.

Contrasti

Notturno seducente, ombre in risalto
Quiete dovunque, posente
Satellite incandescente, stelle camminano timidamente.
Aria che richiama tepore d’un periodo migliore,
Luce si fa aspettare, ogni volta di meno,
Anime riposano in un sonno di bambino.
Pensieri di chi non desta
Gli occhi brucciano a pensare,
I fiori si compierano a momento dedicato.
Nel mentre, dimani un nuovo sorgere.

Tua.
17 febbraio,  2022.

Vento

Sei un paradosso immenso
Puoi mutare tutto e tutti, un attimo.

Puoi soffiare dolcemente, portare prezioso polline là dove serve.

Puoi dare una spolverata a cupe cime, con soltanto una tua carezza,
disegni figura delicata e ammorbidita.

Hai la potenza di alzare acque e decidere dove colpire talvolta con focosa veemenza, ma anche no.

Sei un paradosso immenso che ancor oggi a stento capisco.

Spazzi via dentro, l’infinito vuoto
Di tanto in tanto lo riempi, parole buttate all’aria raserenano.
D’acchito sparisci,  assuefatta.

Tua
7 febbraio 2022.

Primo Levi



Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.